Calabria in moto: la costa ionica da Reggio a Taranto

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Calabria in moto: la costa ionica da Reggio a Taranto

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Calabria in moto: la costa ionica da Reggio a Taranto

πŸ—ΊοΈ 7 tappe  Β·  ⏱ Guida completa

Un litorale dimenticato dai motociclisti: ecco perchΓ© vale la pena

La costa ionica calabrese Γ¨ uno di quei percorsi che i motociclisti italiani tendono a ignorare, sedotti da Dolomiti e Stelvio. Eppure i circa 450 chilometri di litorale che separano Reggio Calabria da Taranto offrono qualcosa di raro: strade scorrevoli con traffico ridotto, mare turchese visibile da ogni curva, borghi greci e normanni quasi intatti e un entroterra che vale ogni deviazione. Non stiamo parlando di un itinerario per chi vuole inseguire curve al limite β€” parliamo di un viaggio lento, dove la qualitΓ  del paesaggio conta quanto quella dell’asfalto.

Il tracciato principale segue la Statale 106, la cosiddetta strada della morte per la sua storica pericolositΓ . Ma attenzione: negli ultimi anni i lavori di ammodernamento hanno reso molti tratti decisamente piΓΉ sicuri, anche se la prudenza resta d’obbligo in prossimitΓ  dei centri abitati. L’alternativa Γ¨ sfruttare le strade provinciali che si inoltrano nell’entroterra, dove l’asfalto Γ¨ meno prevedibile ma il silenzio Γ¨ assoluto.

Come strutturare il percorso: tre giorni al ritmo giusto

Tre giorni sono il minimo per affrontare questo itinerario senza trasformarlo in una tappa di trasferimento. Chi ha a disposizione cinque giorni puΓ² esplorare l’interno, salire verso il Parco Nazionale della Sila o deviare verso la costa tirrenica attraverso i passi appenninici calabresi β€” un’opzione che aggiunge un carattere completamente diverso all’esperienza.

Primo giorno: da Reggio Calabria a Locri

Si parte da Reggio Calabria con una sosta obbligata al Museo Nazionale della Magna Grecia, dove sono conservati i Bronzi di Riace. Poi si sale in sella e si prende quota verso l’Aspromonte prima di scendere verso lo Ionio. La vista sul mare che si apre dopo il valico Γ¨ uno di quegli istanti che giustificano da soli un viaggio in moto. Si procede verso Bova Marina e Locri, dove conviene fermarsi per la notte.

Secondo giorno: da Locri a Crotone

La seconda tappa Γ¨ la piΓΉ varia: si attraversano Monasterace β€” con i resti del tempio greco di Kaulon direttamente sulla spiaggia β€” Soverato e Catanzaro Lido. Chi vuole staccare dal mare puΓ² salire verso Catanzaro cittΓ , ma il tracciato costiero Γ¨ giΓ  abbastanza ricco. Poco prima di Crotone merita una sosta il Capo Colonna, con il tempio di Hera Lacinia a picco sul mare.

L’asfalto: cosa aspettarsi davvero

Inutile nasconderlo: la qualità del manto stradale sulla SS106 è disomogenea. Ci sono tratti nuovi e scorrevoli, alternati a sezioni con buche, rappezzi e ghiaia al bordo. Non è un percorso per chi viaggia con pneumatici sportivi al limite del consumo e riflessi da pistard. È invece perfetto per chi monta gomme touring o all-road e sa leggere la strada con anticipo.

Le moto piΓΉ adatte sono le enduro stradali di media cilindrata β€” una BMW F 900 GS, una Triumph Tiger 900 o una Honda Transalp gestiscono perfettamente questi fondi senza sacrificare il comfort. Anche una naked con pneumatici touring funziona bene, a patto di non aspettarsi la scorrevolezza della Motorrad Autobahn tedesca.

  • Evita il periodo tra metΓ  luglio e fine agosto: traffico costiero, calore eccessivo e turisti che aprono portiere all’improvviso
  • Il periodo ideale Γ¨ maggio-giugno oppure settembre-ottobre
  • Controlla le previsioni meteo per i tratti appenninici: in primavera possono esserci ancora piogge intense
  • Tieni sempre il serbatoio sopra il mezzo: i distributori negli orari pomeridiani nel Sud Italia chiudono piΓΉ spesso di quanto si pensi

Consigli pratici per chi affronta la SS106

La Statale 106 ha una reputazione che in parte merita ancora, soprattutto nei tratti a scorrimento lento vicino ai centri abitati, dove l’attraversamento pedonale improvvisato Γ¨ la norma. La regola Γ¨ semplice: se sei in zona urbana, velocitΓ  da centro abitato e massima attenzione ai margini. Se sei nel tratto a doppia corsia ammodernato, puoi respirare β€” ma senza abbassare mai la guardia.

Equipaggiamento consigliato per questa tratta

Un abbigliamento modulare Γ¨ la scelta piΓΉ intelligente: giacca in tessuto traforato per il caldo estivo o primaverile, protezioni certificate CE livello 2 su spalle, gomiti e schiena. I guanti estivi vanno bene, ma portate sempre un paio impermeabile nello zaino β€” i temporali pomeridiani sullo Ionio arrivano in fretta. Per le calzature, stivali touring con suola rigida: comodi per camminare nei borghi e protettivi in sella.

  • Casco: integrale o modulare con ventilazione adeguata β€” il caldo in agosto supera i 38 gradi
  • Intercomunicatore: utile per seguire la navigazione senza distrarsi
  • Borsa da serbatoio o borse laterali morbide: i parcheggi nei borghi sono stretti
  • Kit di pronto soccorso e kit di riparazione pneumatici: nessuna paranoia, ma in zone isolate la distanza dal centro assistenza puΓ² essere rilevante

La tappa finale: da Crotone a Taranto passando per il Salento

L’ultimo tratto, dalla punta dello stivale verso Taranto, cambia carattere: si entra in territorio pugliese, la costa si fa piΓΉ bassa e sabbiosa, i profumi del mare si mescolano agli ulivi. Metaponto Γ¨ una tappa che molti saltano, e invece vale una sosta: il Museo Archeologico Nazionale conserva reperti che raccontano la Magna Grecia con una chiarezza sorprendente. Da lΓ¬, Taranto Γ¨ a meno di un’ora.

Taranto chiude il cerchio in modo coerente con l’intero percorso: una cittΓ  portuale con un passato greco, un presente complicato e una vitalitΓ  che si percepisce girando per il borgo vecchio. Parcheggiate la moto vicino al ponte girevole e fate due passi β€” Γ¨ il modo piΓΉ onesto per chiudere un viaggio che parla di Sud reale, non da cartolina.

Vale davvero la pena nel 2026?

Sì, ma con aspettative calibrate. Non è la Norvegia, non è la Svizzera. Le infrastrutture sono in miglioramento ma ancora imperfette, il servizio nei piccoli centri può essere imprevedibile, e qualche tratto di strada richiede attenzione. Ma è proprio questo che lo rende interessante per chi ha già percorso le rotte classiche e cerca qualcosa di autentico. Il Sud ha un ritmo diverso, e in moto lo si capisce meglio che in qualsiasi altro modo.

πŸ—ΊοΈ Il Percorso su Mappa

πŸ“ Le Tappe del Percorso

1
Reggio Calabria

Reggio Calabria

Punto di partenza sul lungomare con vista sulla Sicilia. Da non perdere i Bronzi di Riace al Museo Nazionale prima di salire in sella.

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2
Bova Marina

Bova Marina

Piccolo centro sul litorale greco-calabro, porta d’accesso all’Aspromonte. La discesa verso lo Ionio regala una vista mozzafiato.

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3
Monasterace Marina - Tempio di Kaulon

Monasterace Marina – Tempio di Kaulon

I resti del tempio greco di Kaulon si trovano letteralmente sulla spiaggia. Una delle soste piΓΉ suggestive dell’intero percorso.

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4
Capo Colonna

Capo Colonna

Promontorio a sud di Crotone con l’unica colonna superstite del tempio di Hera Lacinia a picco sul mare. Panorama aperto sullo Ionio.

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5
Crotone

Crotone

CittΓ  portuale con castello Carlo V e museo archeologico. Tappa intermedia ideale per la notte e per rifornimento carburante.

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6
Metaponto

Metaponto

Sito arqueologico della Magna Grecia con museo nazionale e Tavole Palatine. Ottima sosta culturale prima dell’arrivo a Taranto.

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7
Taranto - Borgo Vecchio

Taranto – Borgo Vecchio

Il borgo antico di Taranto sul Mar Piccolo chiude l’itinerario. Il ponte girevole e il MArTA sono le tappe finali imperdibili.

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