
Sardegna in Moto: il Giro dell’Isola Fuori dai Circuiti Turistici
PerchΓ© la Sardegna Γ¨ uno dei percorsi su due ruote piΓΉ sottovalutati d’Italia
Chi pensa alla Sardegna pensa alle spiagge, ai traghetti affollati e alle code in alta stagione. Chi ci arriva in moto e sceglie l’entroterra scopre qualcosa di completamente diverso: una rete di strade provinciali quasi deserte, salite tortuose verso altipiani selvaggi, borghi in pietra calcarea dove il tempo sembra essersi fermato. Questo itinerario nasce dall’idea di girare l’isola non lungo la costa, ma attraverso il cuore montagnoso, toccando il Gennargentu, la Barbagia e il Sulcis, con qualche deviazione verso il mare solo quando vale davvero la pena.
Il percorso copre circa 900 chilometri distribuiti su cinque giorni, con partenza da Olbia β comoda per chi arriva via traghetto da Genova, Civitavecchia o Livorno β e arrivo a Cagliari, dove Γ¨ possibile reimbarcarsi. Non Γ¨ un giro veloce: le strade sarde non perdonano la fretta, e non bisognerebbe averne.
Il percorso: logica e carattere delle strade
La Sardegna ha una caratteristica che la distingue da quasi tutte le altre destinazioni italiane: la densitΓ di traffico nell’entroterra Γ¨ bassissima anche in luglio. Le strade statali che tagliano la Barbagia β la SS389 tra Nuoro e Lanusei, la SS125 Orientale Sarda nel tratto meridionale, la SS195 verso il Sulcis β offrono curve lunghe e fluide su asfalto generalmente in buone condizioni, con rarissime interferenze. Non aspettatevi il ritmo serrato dello Stelvio o dei Dolomiti: qui si guida in modo piΓΉ ragionato, con pause obbligatorie perchΓ© il paesaggio lo impone.
Il tratto da Nuoro verso Aritzo attraverso la Foresta di Montarbu Γ¨ il cuore tecnico del percorso: tornanti stretti, fondi variabili, qualche passaggio in quota tra i 900 e i 1100 metri. La SS295 che sale verso il Passo Correboi Γ¨ poco conosciuta fuori dall’isola ma merita da sola il viaggio. La discesa verso Jerzu, con i vigneti terrazzati che cadono verso il Golfo di Orosei, Γ¨ uno di quei momenti che si ricordano.
Periodo e difficoltΓ
Quando andare
Il periodo ottimale Γ¨ maggio, giugno e settembre. In questi mesi le temperature sono ideali per guidare β tra i 18 e i 28 gradi in quota β le strade costiere non sono ancora intasate e molti agriturismi nell’entroterra sono aperti. Luglio e agosto sono tecnicamente percorribili, ma il caldo nelle zone basse (Cagliari, Sulcis) diventa un problema concreto sopra i 38 gradi, e alcune strade secondarie vengono chiuse temporaneamente per il rischio incendi. Aprile puΓ² funzionare nei tratti meridionali, ma il Gennargentu in quota puΓ² ancora presentare fondi bagnati e qualche nevicata residua sui passi piΓΉ alti.
Livello tecnico richiesto
Il percorso Γ¨ adatto a motociclisti con almeno due stagioni di guida alle spalle. Non ci sono difficoltΓ estreme, ma la varietΓ dei fondi β specialmente nelle strade secondarie della Barbagia β richiede attenzione e un minimo di esperienza nella gestione dell’anteriore su curve cieche. I tratti sterrati sono evitabili senza perdere nulla di sostanziale: non Γ¨ un itinerario off-road.
Moto consigliate: enduro stradali come BMW R 1300 GS, Ducati Multistrada V4, Triumph Tiger 1200 o equivalenti. Funzionano bene anche le naked stradali come Honda CB650R o Yamaha MT-07, purchΓ© si evitino le deviazioni piΓΉ sconnesse. Le sportive pure sono penalizzate dall’ergonomia sulle distanze, non dalla tecnica delle strade.
Equipaggiamento e logistica
Cosa portare in moto
- Abbigliamento a strati: le notti in quota in maggio e settembre scendono sotto i 15 gradi anche in Sardegna
- Giacca con protezioni certificate CE livello 2 almeno alle spalle e ai gomiti
- Casco con ventilazione regolabile: il caldo nelle pianure costiere Γ¨ reale
- Kit di riparazione tubeless o camera d’aria di scorta: nelle zone interne i gommisti non sono dietro l’angolo
- Borsa da serbatoio o borse laterali rigide: i bagagli in movimento sui saliscendi non devono spostarsi
Logistica e carburante
Attenzione ai distributori: nell’entroterra sardo esistono ancora tratti di 60-80 chilometri senza stazioni di servizio aperte, soprattutto la domenica. Fate il pieno ogni volta che vedete un distributore aperto nei borghi attraversati. La APP2000 e la SS125 hanno copertura ragionevole, ma la SP7 verso Orgosolo e le strade verso il Supramonte richiedono pianificazione. Molte pompe sono self-service h24, ma accettano solo carte contactless o bancomat: tenerlo presente.
Cosa rende questo percorso diverso dagli itinerari standard
La maggior parte degli itinerari in moto pubblicati sulla Sardegna seguono la costa: la Strada Statale 125 da Santa Teresa a Cagliari, con deviazioni ai belvedere sul mare. Γ un percorso bello, ma frequentato. Questo itinerario sceglie l’interno come protagonista e usa il mare come ricompensa occasionale: arrivare a Baunei dopo aver percorso la Barbagia ha un sapore completamente diverso che arrivarci dall’autostrada.
La Barbagia stessa β con i paesi di Orgosolo, Mamoiada, Oliena β Γ¨ un mondo a sΓ©. I murales di Orgosolo non sono una trovata turistica: raccontano la storia recente dell’isola in modo diretto e a volte scomodo. Fermarsi mezz’ora a camminare tra le vie del paese prima di ripartire vale il tempo perso sulla tabella di marcia.
Il Sulcis, nella parte sud-occidentale, Γ¨ la zona meno esplorata dell’isola in moto. Le strade tra Carbonia, Sant’Antioco e Iglesias attraversano un paesaggio segnato dall’ex industria mineraria β le miniere dismesse di Monteponi e Buggerru sono Patrimonio UNESCO β con un’atmosfera che non ha equivalenti in Italia. Non Γ¨ un paesaggio pittoresco nel senso tradizionale: Γ¨ aspro, industriale nel ricordo, affascinante.
Conclusione: come organizzare i cinque giorni
Cinque giorni sono il minimo per fare questo percorso con calma. Sei giorni permettono di aggiungere una deviazione verso il Supramonte o verso l’Ogliastra senza correre. Il consiglio pratico Γ¨ di prenotare l’alloggio almeno per la prima e l’ultima notte β Olbia e Cagliari hanno buona disponibilitΓ β e lasciare le tappe intermedie piΓΉ flessibili: la Barbagia ha agriturismi che accettano prenotazioni dell’ultimo momento fuori dall’alta stagione, e dormire in un agriturismo a Orgosolo o Aritzo invece che in un hotel di catena cambia il senso del viaggio.
Portate con voi il numero del soccorso stradale attivo per la Sardegna e scaricate offline le mappe dell’isola su Maps.me o OsmAnd prima di partire: la copertura dati nelle zone interne Γ¨ irregolare, e non Γ¨ il momento di scoprirlo con un pneumatico a terra a dieci chilometri dal primo paese.
πΊοΈ Il Percorso su Mappa
π Le Tappe del Percorso

Olbia
Punto di sbarco dal traghetto e partenza dell’itinerario. Utile per fare il pieno e controllare l’equipaggiamento prima di entrare nell’entroterra.

Nuoro
Capitale della Barbagia e punto di accesso alle strade piΓΉ belle dell’interno. Da qui parte la SS389 verso i passi in quota.

Orgosolo
Paese celebre per i murales politici che coprono le facciate delle case. Una sosta a piedi tra le vie vale almeno trenta minuti.

Aritzo
Borgo montano a 800 metri di quota, circondato da boschi di castagni. Punto di sosta ideale prima di affrontare il Passo Correboi.

Jerzu
Paese dell’Ogliastra famoso per il vino Cannonau, arroccato su una rupe calcarea. La discesa verso il mare offre viste memorabili sui vigneti terrazzati.

Carbonia
CittΓ di fondazione fascista nel Sulcis, porta d’accesso alle miniere dismesse e al paesaggio industriale piΓΉ insolito dell’isola.

Cagliari
Arrivo finale dell’itinerario e punto di reimbarco. Il quartiere Castello visto dalla strada panoramica del Bastione Γ¨ il modo giusto per chiudere il viaggio.
