
Val d’Aosta in moto: il giro dei cinque passi in tre giorni
PerchΓ© la Val d’Aosta Γ¨ il banco di prova perfetto per chi guida in montagna
Ci sono regioni d’Italia che ti perdonano qualcosa. La Val d’Aosta no. Qui le strade ti chiedono attenzione, rispetto e un minimo di preparazione. In cambio ti danno curve che valgono centinaia di chilometri, panorami che tagli col casco e una varietΓ di fondo stradale che mette alla prova qualsiasi set di gomme. Non Γ¨ un itinerario per chi cerca l’autostrada verso il mare. Γ un percorso pensato per chi vuole fare sul serio con la guida in quota.
L’idea di questo itinerario nasce da una domanda semplice: Γ¨ possibile attraversare cinque passi alpini valdostani in tre giorni senza stressarsi? La risposta Γ¨ sΓ¬, a patto di scegliere il giusto periodo, non sovraccaricare le giornate e accettare che alcune strade si chiudano presto la sera. Partendo da Aosta, passando per il Gran San Bernardo, il Piccolo San Bernardo, il Colle di Joux, il Colle della Croce di Aosta e il Passo del Moncenisio β con una piccola deviazione in territorio piemontese β si percorrono circa 500 chilometri totali con un dislivello complessivo che non lascia spazio alla noia.
Il percorso: dalla cittΓ al granito delle Alpi
Si parte da Aosta al mattino presto, quando il traffico Γ¨ ancora fermo e le strade verso i passi sono sgombre. Il primo obiettivo Γ¨ il Gran San Bernardo: 2.473 metri di quota, una salita che alterna tratti ampi a curve piΓΉ strette verso la cima, e il confine con la Svizzera che ti dΓ un senso di libertΓ difficile da spiegare a parole. Il piano non Γ¨ attraversare il confine, ma fermarsi al valico, respirare e tornare giΓΉ verso la Valle del Gran San Bernardo con una discesa che premia la concentrazione.
Il secondo giorno Γ¨ quello piΓΉ intenso. Si risale verso La Thuile per affrontare il Piccolo San Bernardo in direzione Francia, con una sosta all’antico ospizio e un’occhiata al Cromlech di Saint-Bernard prima di tornare indietro. Nel pomeriggio si punta verso il Colle di Joux, sopra Saint-Vincent: meno di 1.640 metri di quota, ma una strada che sorprende per la qualitΓ del fondo e la quasi totale assenza di camion e torpedoni.
Il terzo giorno appartiene al tratto verso il Moncenisio, con l’uscita dalla Valle verso la Maurienne francese attraverso Susa. Γ la giornata piΓΉ lunga in termini di chilometri ma anche quella con le strade piΓΉ varie: dalla statale fondovalle si passa a un’ascesa con tornanti regolari che sboccano su un altopiano con il lago artificiale β uno dei panorami piΓΉ insoliti dell’arco alpino occidentale.
Quando andare e con quale moto
Il periodo giusto
La finestra ideale va da metΓ giugno a metΓ settembre. Prima di quella data, i passi piΓΉ alti possono essere ancora parzialmente innevati o con fondo reso viscido dall’acqua di scioglimento. Luglio e agosto portano traffico turistico, in particolare camper e pullman verso il Gran San Bernardo: meglio partire prima delle otto del mattino per avere la strada libera nelle prime ore. Settembre Γ¨ probabilmente il mese piΓΉ equilibrato: temperature fresche in quota, pochi turisti, fogliame che inizia a cambiare colore nei boschi di larici.
La moto adatta
Non serve una adventure tourer carica di valigie rigide. Questo itinerario si percorre bene anche con una naked media o una sport touring leggera. Le strade sono asfaltate, i tratti sterrati sono assenti β o facilmente aggirabili. L’importante Γ¨ montare gomme con buone prestazioni in condizioni umide, perchΓ© in quota un acquazzone improvviso Γ¨ piΓΉ la regola che l’eccezione. Chi porta una moto con forcella non recentemente revisionata se ne accorgerΓ nelle discese lunghe: Γ¨ uno degli itinerari che rivela lo stato reale della ciclistica.
- Gomme: preferire mescole touring miste o sport touring con profilo a V pronunciato
- Abbigliamento: giacca con protezioni CE livello 2 sulle spalle e gomiti, strato termico intercambiabile
- Guanti: impermeabili con rinforzo sul palmo, fondamentali nelle discese sotto i 1.500 metri se piove
- Calzari: stivali tecnici sopra la caviglia, non sneaker con protezioni finte
- Serbatoio: verificare l’autonomia prima di partire β alcune stazioni di servizio nei valloni laterali hanno orari ridotti
Consigli pratici per non trasformare un bel viaggio in un problema
Gestione del freddo in quota
Anche in agosto, ai 2.400 metri del Gran San Bernardo si scende facilmente sotto i 10 gradi. Chi parte in maglietta da Aosta e non porta uno strato intermedio lo capisce alla prima curva dopo i 1.800 metri. Un softshell comprimibile che entra in una tasca della giacca puΓ² fare la differenza tra una sosta piacevole al valico e una discesa in ipotermia.
Soste e rifornimento
Non dipendere dal navigatore per trovare distributori di carburante: su alcuni tratti verso i passi minori le opzioni si esauriscono. Fai pieno a Aosta, a Courmayeur e a Susa. Nel tratto verso il Colle di Joux il paese di Verrayes Γ¨ l’ultimo punto utile prima della salita.
Per le soste gastronomiche, i rifugi d’alta quota offrono in genere polenta, fonduta e zuppe β esattamente quello che serve dopo ore in sella al fresco. Niente di specifico da consigliare per nome, ma qualsiasi rifugio con bandiera italiana e valdostana esposta sarΓ una scelta affidabile per qualcosa di caldo.
DifficoltΓ del percorso e idoneitΓ per tipo di guidatore
Questo itinerario Γ¨ classificabile come livello intermedio. Non Γ¨ adatto a chi ha meno di due anni di guida su strade di montagna o a chi non ha mai gestito una frenata in discesa su asfalto bagnato. Al tempo stesso, non richiede competenze da fuoristrada o esperienza di guida sportiva. La difficoltΓ principale Γ¨ la gestione dell’attenzione su tre giorni consecutivi di guida in quota, dove la stanchezza si accumula piΓΉ in fretta che in pianura per via delle variazioni di pressione e temperatura.
Chi affronta il percorso con una moto superiore ai 900cc troverΓ le salite meno impegnative ma dovrΓ gestire meglio il peso nelle curve strette dei tornanti. Chi arriva con una moto tra i 600 e gli 850cc β una delle cilindrate piΓΉ equilibrate per questo tipo di itinerario β avrΓ il vantaggio di manovrabilitΓ nelle sezioni piΓΉ tecniche.
Conclusione: tre giorni che cambiano il modo di guardare le Alpi
Quando rientri ad Aosta alla fine del terzo giorno, le gambe sono stanche ma la testa Γ¨ stranamente sgombra. Γ l’effetto tipico di un viaggio in moto fatto come si deve: senza tappe obbligate ogni venti minuti, senza fretta, con qualche ora di buffer ogni giorno per fermarsi dove si vuole. La Val d’Aosta in moto non Γ¨ una destinazione da spuntare su una lista: Γ¨ un posto in cui tornare con moto diversa, stagione diversa, o semplicemente con piΓΉ esperienza di guida sulle spalle.
Consiglio pratico finale: porta sempre con te il cavo di ricarica USB per il navigatore, una torcia frontale compatta e un kit di emergenza per forature β non per paura, ma perchΓ© in certi valloni il segnale non esiste e un meccanico puΓ² impiegare ore ad arrivare.
πΊοΈ Il Percorso su Mappa
π Le Tappe del Percorso

Aosta
Punto di partenza del giro. La cittΓ romana con l’arco di Augusto Γ¨ una sosta culturale rapida prima di prendere quota verso i passi.

Gran San Bernardo
A 2.473 metri sul livello del mare, il valico svizzero offre una delle salite piΓΉ scenografiche delle Alpi occidentali con tornanti regolari e vista sul Monte Bianco.

Piccolo San Bernardo
Valico tra Italia e Francia a 2.188 metri, con l’antico ospizio e il Cromlech preistorico. La strada verso La Thuile Γ¨ tra le piΓΉ piacevoli della regione.

Colle di Joux
Passo poco frequentato sopra Saint-Vincent, con fondo stradale in ottimo stato e curve che si susseguono senza interruzioni. Ideale per chi ama guidare senza traffico.

Susa
CittΓ di transito verso il Moncenisio, con l’arco romano di Augusto visibile dalla strada. Ultima tappa con distributori di carburante prima della salita.

Colle del Moncenisio
L’altopiano con il lago artificiale a 2.083 metri Γ¨ uno dei paesaggi piΓΉ insoliti dell’arco alpino. La salita da Susa Γ¨ regolare e premia con un panorama aperto sul confine franco-italiano.
